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Recensione del film Casino (1995)

Asso è un nome che è classico per giocatori di un certo livello ed è il protagonista di una serie di scommesse che lo fanno apparire come infallibile, si tratta dei un personaggio studiato con grande dovizia ed un rappresentante perfetto di una famiglia americana del Mid-West. Insomma trovarsi in famiglia un ragazzo con questo talento è certamente una benedizione in molti casi. A questo punto riesce ad ottenere la direzione di un casinò nella Strip della città del gioco d’azzardo per eccellenza, stiamo parlando ovviamente di Las vegas. La sua natura di moneymaker deve semplicemente salire di livello e quindi dovrà solo continuare a fare quello che sa fare di meglio.

Casino (1995)_2Sotto della sua ala protettrice troviamo Nicky un ragazzo bravo ed educato, uno che ha da sempre a cuore gli interessi famigliari o meglio della Famiglia. Si tratta di un personaggio dalla mano a tratti un po’ pesante, ma certamente che raggiunge sempre lo scopo. Insomma si tratta dell’uomo perfetto per tenere sotto controllo gli investimenti. Siamo davanti ad una coppia perfetta per fare soldi e gestirli al meglio, ma in tutto questo non poteva che inserirsi una bionda mozza fiato, Ginger.

Scorsese è un mago a raccontare la storia in un film già diventato leggenda. Una storia di giocatori d’azzardo e di gangster, una storia vera sotto molti aspetti, si potrebbe forse parlare addirittura di un documentario in alcuni tratti. La vera vita di un casinò all’epoca degli anni 70′. Tra le magie dei giocatori e le pistole delle organizzazioni mafiose. Una Las Vegas regina del deserto nel ritratto romantico (a tratti) di Scorsese, il giorno assonnato e la notte senza limiti di Sin City.

Conclusioni

I grandi nomi del cast interpretano al meglio tutti i ruoli che vengono assegnati dal regista, nevrosi, fissazioni e manie raccontate in modo magistrale. Colori intensi e giochi di luce tra gli sguardi degli attori migliori di Hollywood, a tratti potrebbe sembrare addirittura un’interpretazione teatrale con i riflettori che non si staccano dal protagonista e da fuori le voci che narrano le vicende che si stanno svolgendo.